FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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ANDATA RITORNO

Paolo Santagati




prima parte
MOVENTE


DEPLIANT

"Tocchi terra e decidi di ripartire
ogni momento è cambio di prospettiva
architetture che scompaiono nelle sabbie
una donna appare come miraggio o fiaba
Ci siamo seduti con lui e abbiamo bevuto
una tazza di the alla menta
ogni sera un albergo diverso (finalmente)
ho navigato e sono arrivato qui
Notizie utili: voli quotidiani Roma - Tunisi"


PARTENZA

Vai vai veloce
accel(l)lera i battiti
aumenta l'adrenalina
nel tuo sangue anemico
e non frenare quest'ardore
Supera pure la barriera del suono
sbattici contro
ma non chiedere i danni
se i fari ti abbagliano


TEMPORALE

E' fastidioso trovarsi in alto mare
e non sapere il perché
mi baleni alla mente
quell'enorme mammifero
disteso su piccoli tavoli
smunto di grasso
per sapone e lucidi
Ancora un baleno un lampo


APPENA USCITO

Non merita neppure tentare
conoscendoti ad attraversare
quella strada affollata
di macchine in corsa
Ti ho visto non è per te stare in bilico
troppe volte ti volti a destra e
a sinistra rimanendo infine
immobile Datti una mossa è verde


SOLO PER BERE

Se gradivi quella gente se
volevi soltanto fuggire
o magari vomitargli
infierire su quelle facce
ormai spente fastidiose
E se preferivi andare tu
avanti nessuno avrebbe mai
parlato o mai raccolto quelle
carte cadute malamente
Dovevi dirlo se volevi


PSICODRAMMA

Ripetilo ripetilo cento volte
quanto sei testardo bastardo
ingozzati di fegato indurito
adesso che non sai riconoscere
il profumo dal lezzo
(annebbiati i sensi in un litro di vino)
e poi sputati allo specchio
ignobile testardo bastardo
RIALZATI


UN PO' D'ARIA

Sarebbe meglio chiudersi
in una stanza d'ossigeno
guardare da un oblò
in una "casa in montagna"
finire la terfenandina
è starnutire allergico a
quanlche polline o acaro stronzo
Forse nel deserto nell'Oceano Pacifico
per fortuna
ancora mi muovo


DI CORSA

Corre per ore la tua mente
tra percorsi immaginari
troppo convinto del rapido
soccorso di un passante
Avresti bisogno di un corso accel(l)erato
per capire il rischio della tua corsa
notturna (la scorsa notte)
Dovresti scorrere qualche pagina di giornale
quando la tua mente non fila ma corre


IN GIRO

Spesso basta uscire
per incontrare qualche
donna dellerica ammiccante
labbra fosforescenti pronunciate
per facili fellatio
illusorie aperture richiami
travolgono sovrastano con
false desiderose libidinose
insolite protuberanze
movenze


APPUNTAMENTO

Ti sembra "nostro
perché nostrano" ma è
solo illusione inganno
non leggerlo quel muro
segui solo i cartelli
(c'incontreremo)
non puoi sbagliare
Ti sembrano voci ma sono
gatti in calore non confonderti
Continua ancora la via
fino al prossimo incrocio
lentamente muoviti


RIENTRO

Già di ritorno
ma non c'è niente
da dichiarare è già stato
detto "di tutto di più"
Gruppi movimenti avanguardie
diete rivoluzionarie "cambia forma
entra in linea" nessun motivo
o colpa solo la mia mente
la materia i volti
delle tue mosse foto


seconda parte
APPUNTI PER BREVI SOSTE


E' un fatto naturale
chiedere della chiave del bagno
in fondo a destra nel bar
una tazza traballante
e da poco ripulita
con due o tre rotoli avviati
sulla finestra
la catenella si muove ancora
un forte strattone uno scroscio
la porta che si richiude
un semplice bicchier d'acqua
ancor prima d'andare
la chiave è sul bancone
e il bottone è sganciato
la cintura ben stretta


Chiedere informazioni
non sarebbe un problema
se non ci fossero quei divieti di sosta
quei pregiudizi a selezionare
le persone più idonee
quelle frecce che impongno la svolta
non sarebbe un problema
se fosse chiara la corsia da seguire
il percorso da fare
se si potesse evitare di dover imprecare
prima di arrivare


E' difficile fare foto
nella piazzola di un'autostrada
inserite le quattro frecce
col finestrino abbassato
e cercare il tempo
preciso per scattare
per evitare il camion
o segnaletiche ingombranti
per una foto perfetta
occorre una mano ferma
un diaframma aperto (per la poca luce)
un semplice scatto
della cintura inserita
dell'auto che riparte


Un po' di mal di testa
un po' di febbre (37,5)
riducono la giornata
alla misura del letto
ad una pausa obbligata
ad un dormiveglia interrotto
da pasticche e termometro
un po' di televisione
qualche libro (se la testa non pesa
o martella) un rigirarsi continuo
per la schiena indolenzita
qualche parola al telefono
il tutto
per la spremuta delle cinque


Un tavolo e quattro sedie
sono più che sufficienti
per il mio e i tuoi caffè
all'aperto
un attimo fermi
il tempo di bere e pagare
mentre gli altri guardano
incuriositi noi due stranieri


terza parte
LENTO AGGIRARSI


Sono in ritardo è vero
ma potevi ancora aspettare
qulache minuto
frenare la tua fretta
prima di andartene in qualche bar
l'avrei bevuto anch'io il caffè
ma hai preferito lasciarmi
per le strade sulle strisce
per un capriccio a zonzo
senza nessun rimorso
se quel tempo è rimasto vuoto


Se veramente lo vuoi sapere
solo qualcuno vacillava
dal troppo bere
spingendomi in malo modo
col suo girovagare
Forse una danza propiziatoria
un rito sciamanico
un nulla
una vacuità superbamente mostrata
m'ingombrava e urtava
più del suo corpo vagante


Volevo volare
sorvolandoti in picchiata
scendere avvicinarmi
per bloccarmi di scatto
difronte al tuo volto
per poi riprendere il volo
improvviso
Fu un giorno di notte
un ricordo forse un sogno
un piacevole divagare
planando


Un via vai continuo
tra gite e vacanze
con viatici diversi
dagli antichi viandanti
panini e lattine
passanti o pedoni
vanno e vengono
spesso spinti da un sonnolento
preoccupante vagolare
ma tu vai
Vai Via


Giro l'angolo
e temo sempre di trovarti disteso
cencioso sguardo stranito
estraniato da tutto
a chiedere spiccioli
alla stazione
stremato sfinito
a sguazzare nell'unto
della pelle nel sudore
forse uno zingaro un barbone


Stai pure a guardarmi
mentre prendo il largo
so abbastanza barcamenarmi
tra quei corpi galleggianti
fino alla boa
è un abbordabile viaggio
non sono un lupo di mare
o un ammiraglio
ma puoi sdraiarti
non rimarrò in balia dell'onde


L'ultima volta
è stata un'isola
girata in lungo
e a largo il mare aperto
i soliti bar e pizzerie
gente e pescatori
ma quell'aria
quegli spazi aperti e antichi
niente male l'appartamento
come il mare limpido
attraente insidioso
Secca dei Mattoni
Grotte della Maga Circe
ammaliante Capo Bianco
incantevole il ricordo
di ossidiane raccolte


Ciò che costa non è il viaggio
ma il ritorno
col suo ricominciare
ripetersi riallacciare rapporti
riordinare le giornate
riprendere i propri incarichi
ripartire alle otto
(anche un po' rincoglionito)
ricordare quei momenti quegli attimi
un ricominciare le solite mosse


Il gestirmi le ore il tempo
è un punto di fuga
uno spazio diverso
(città isola o altro)
quel piacevole stare
liberamente in quiete
diverso dal continuo fuggire
ha sempre un certo fascino
vagabondare un po'


Sarò presto di ritorno
puoi contarci
è stata rimandata la partenza
non è la prima volta
e volevo partire
altro giro altra corsa
ancora una sigaretta
un'altr'ora



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