FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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QUOD NON EST IN ACTIS NON EST IN MUNDO

Stefano Bartolozzi Casti




Il Burocrate Operativo con Funzioni Ispettive Slansky distolse lo sguardo dalla folla munita di cartelli e striscioni e si irrigidì all'arrivo del suo diretto sottoposto, il Primo Aiuto Schroeder.
- Ecco l'Abilitato in Questioni Legali Seawell, Ispettore. - comunicò Schroeder battendo i tacchi.
Slansky rivolse al Primo Aiuto un cenno di compiacimento moderato, ritenendolo più che sufficiente, quindi parlò all'uomo calvo vestito di un impeccabile completo beige:
- Ebbene?
L'Abilitato Q.L. recitò in tono meccanico:
- L'ostentazione di dita sporche di muco è da considerare illecita ai sensi della Normativa Federale sui Conflitti di Punti di Vista, articoli 3 comma primo e 19. Il palese frugarsi le narici, al contrario, rientrando tra le manifestazioni larvate, è consentito quando non sia volto a infastidire volontariamente qualcuno ... - l'uomo arrossì per quell'espressione così informale e riprese: - Intendevo dire che non deve essere volto a commettere i reati contro l'altrui sensibilità, di cui al Codice Penale Riformato, Titolo III.
- Uhm, va bene, grazie. - L'Ispettore congedò Seawell con un cenno neutrale. Poi ordinò al suo sottoposto:
- Avanti, comunicate ai manifestanti ciò che è stato esposto dall'Abilitato Q.L.
- Ehm, chiedo scusa, Ispettore, ma una comunicazione di Rilevanza Probatoria e Interpretativa non dovrebbe essere emessa dal Burocrate Operativo in Capo, cioè da voi?
- Conosco benissimo il Regolamento Interno, Primo Aiuto, - si indispettì moderatamente Slansky, - abbastanza da sapere che in condizioni operative gli atti R.P.I. possono essere delegati dal B.O.C. ai sottoposti forniti di competenza tramite la Funzione Derogativa Orale. Per cui le ripeto di informare quelle persone dei loro diritti, prima che decorrano i termini per il Legittimo Arbitrio dovuto a Quiescenza Amministrativa.
Schroeder eseguì un saluto deferente e batté in ritirata. Raggiunse una delle automobili di servizio e utilizzò il megafono per comunicare le novità ai manifestanti. Questi, vedendo solo parzialmente riconosciuto il proprio diritto di manifestare, emisero un brusio insoddisfatto, ma poi si rimisero in marcia, innalzando il loro striscione: SCACCOLARSI IN PUBBLICO NON è UN CRIMINE.
L'uomo che si trovava vicino all'Ispettore, il Vice Supervisore Comunale Everett, finì di limarsi un'unghia e poi osservò divertito:
- Così sembra che quei tipi possano ficcarsi le dita nel naso finché vogliono ...
- Già, ma devono stare attenti a quello che ne tirano fuori. - precisò Slansky.
- Ce la faranno a far abolire la legge contro chi si fruga il naso in pubblico?
- Non so. Tante associazioni per le buone maniere li contrastano. Credo che otterranno solo di potersi scaccolare in apposite aree all'uopo destinate.
- Mi chiedo perché mai non si rassegnino a usare un fazzoletto.
- Bah, è una stronzata come un'altra su cui discutere.
I due Burocrati appartenevano a Gerarchie diverse, per cui potevano comportarsi tra loro con maggiore confidenza.
Everett annuì, poi cambiò discorso.
- Il suo Primo Aiuto sembra un tipo pignolo ...
- Già, quel fottuto di Schroeder spera di prendermi in castagna per farmi rapporto e prendere il mio posto, ma dovrà poppare molto latte prima di riuscirci. - disse Slansky con astio, ma si trattenne dallo sputacchiare per terra, non essendo ben sicuro che rientrasse tra i suoi diritti legislativamente riconosciuti.
- Bah, - riprese Everett, - per quanto mi riguarda io sono qui solo per ossequio alla Procedura, che vuole la presenza di un funzionario comunale a tutte le manifestazioni cui prendano parte per almeno il ventidue per cento i residenti nel comune.
- Già, già.
- E poi, ho ben altro per la testa ...
Il Vice Supervisore aveva l'aria di uno che muore dalla voglia di raccontare qualcosa di interessante. Slansky non era particolarmente interessato a farsi raccontare qualche pettegolezzo, per utile che potesse rivelarsi, per cui fece notare con aria pedante che non era prudente distrarsi durante il servizio.
- Eh, sapesse che appuntamento ho per stasera ... - insisté Everett. Sembrava proprio che non si potesse fare a meno di ricevere le confidenze di Everett.
- Con chi mai, allora? - si rassegnò Slansky.
- Una del mio ufficio, una femmina da far girare la testa. - spiattellò Everett soddisfatto.
- Cosa, ma lei va in cerca di guai? Si sa che tra colleghi non bisogna neppure guardarsi in faccia, è pericolosissimo.
- Storie, e poi ci siamo già accordati. Abbiamo redatto un Modulo di Accordo Preventivo, da cui risulta nero su bianco che dopo la cena si scoperà.
- Uhm, intende dire il modulo 46/40?
- No, su quello le imposte di bollo sono esorbitanti. Abbiamo invece usato il 71/50.
- Eh? Il Modulo per Amplesso Sinallagmatico? - L'ispettore scosse il capo, esasperato dall'avventatezza del funzionario più giovane. - Ma sa che il M.A.S. serve per i rapporti sessuali senza corrispettivo in denaro o in altre utilità? Questo significa che è unicamente rivolto a ottenere il piacere, che però deve essere sinallagmatico, cioè uguale per entrambe le parti contraenti. Se la ragazza non dovesse raggiungere l'orgasmo potrebbe farle causa, e forse anche denunciarla per Egoismo Sessuale. Finirebbe in mano a qualche organizzazione femminista. - Slansky rabbrividì.
Per tutta risposta Everett si batté il pugno sul petto. - Ah. sono abbastanza fiducioso nei miei mezzi.
Slansky si rassegnò. Decise che non era neppure il caso di tentare di suscitare il buon senso di Everett raccontando una delle molte storie che lui conosceva di persone che erano finite in grossi guai per imprudenze come quella che il Vice Supervisore Comunale stava pregustando.
Era facile, specialmente quando si era giovani, dimenticarsi delle iene e degli avvoltoi, allentare per un attimo la guardia, e ritrovarsi con i piedi di qualcuno sulla propria testa. Ma Slansky era ben deciso a non commettere quell'errore, tanto più che la sua gioventù era passata da tempo, ed era trascorsa in maniera così frettolosa, soffocata dalla cautela e dall'ambizione, che lui non ne serbava alcun ricordo.
La manifestazione andò per le lunghe, e quando gli scaccolatori si decisero a rinfoderare i loro vessilli il Sole era calato dietro l'orizzonte, anche se la sua luce si rifrangeva sugli strati di gas riflettenti, creando lo spettrale effetto del Sole fantasma.
Mentre il suo autista lo portava a casa dettò il rapporto al proprio terminale portatile, e dopo che ebbe ricevuto la conferma della corretta trasmissione dei dati al suo ufficio, scrutò gli interni di velluto della vettura di servizio e si decise infine a rilassarsi. Per poco non si assopì, ma evitò il disdicevole inconveniente di essere sorpreso dall'autista a sonnecchiare.
Raggiunta la sconfinata arcologia in cui aveva il domicilio, si trascinò, stanchissimo, fino al suo appartamento, e lì la stanchezza fu dissipata.
Come poteva sapere di essere entrato in casa sua? Cosa mai faceva di quell'insieme di locali spogli e asettici la dimora di un essere umano? Aggredito dall'odore del disinfettante sparso dall'automa domestico, Slansky vacillò. Scioccato dalla nudità delle pareti, si sentì mancare.
La sua mente tirava fuori le emozioni più insensate come un prestigiatore impazzito col suo cappello a cilindro.
Andò a bere qualcosa, tanto l'esame medico globale di idoneità fisica non gli sarebbe toccato per altri sessanta giorni almeno. Quando vuoi fare carriera, puoi dover traslocare in qualsiasi momento, e avere del mobilio da spostare è decisamente antieconomico. E se poi qualcuno penetra in casa tua in cerca di dettagli compromettenti, dove può frugare se non c'è quasi nulla? Slansky, da sempre ossessionato dall'idea di essere pedinato e spiato, aveva sempre pensato di aver rovinato la giornata a molti spioni. Sì, perché aveva fatto in modo che su di lui non ci fosse assolutamente nulla da scoprire, nulla nella sua vita che non trovasse una precisa legittimazione normativa e una puntuale conferma nella prassi giurisprudenziale.
Se un pazzo, o almeno uno più pazzo del solito, avesse preso il potere e avesse abrogato tutte le leggi, i regolamenti, i codici, i testi unici, le direttive, i pareri a efficacia costitutiva, le prassi consolidate e ogni altro pezzo di carta con su scritto "Visto il potere concesso all'Ente riportato in calce ...", che cosa sarebbe rimasto del Burocrate Operativo con Funzioni Ispettive Edward J. Slansky?
L'uomo si accasciò su una sedia, e contemplò il nulla davanti ai suoi occhi, un nulla che purtroppo non era abbastanza prossimo allo zero da non essere doloroso. Il televisore si accese, e lo speaker annunciò con malsana euforia l'inizio della Programmazione Amministrativa di Interesse Pubblico, e portò avanti con molesta gaiezza il proprio numero, mentre Slansky dava fondo alla bottiglia. Quando fu vuota, la scagliò contro il teleschermo, che perse la vita con un fffz.

Quando il Primo Aiuto Schroeder, frugando furtivo tra la corrispondenza, trovò un foglietto dal colore giallo, classico delle diffide e delle ammonizioni, si affrettò a guardarsi alle spalle per prudenza e a sbirciare mittente e destinatario. Vedendo che il triste simbolo della disgrazia era stato spedito dall'Ispettorato Fedeltà Televisiva all'Ispettore Slansky, per poco non lanciò un grido d'esultanza. Quel bastardo del suo superiore mancava dal servizio da due giorni, e ora quello ... Poteva cominciare a ordinare i nuovi biglietti da visita: Burocrate Operativo Schroeder.

La jeep procedeva tossendo lungo la striscia di asfalto arroventato. Il conducente avvistò con sollievo un posto di servizio, e scalò la marcia preparandosi ad accedere alla piazzola di sosta. Per evitare sovraccarichi al motore aveva spento l'aria condizionata, e stillava già grasso come una bistecca sulla griglia, ma prima di scendere si tirò su il cappuccio del caffettano bianco e indossò i suoi occhiali a triplo sistema di filtro.
Uscì nella canicola infernale, e ricordò che aveva dimenticato i guanti. Le maniche erano troppo corte, e fu rapido a infilare le mani in tasca, visto che non ci teneva a ritrovarsele piene di bolle. Un'altra figura avvolta da un simile caffettano bianco, anche se molto più malandato, lo accolse con statica solerzia.
- Gasolina, SeÒor? - chiese il messicano.
- Sì, e un bel po' d'acqua, che con questo Sole dura meno della benzina.
- E costa di più, SeÒor. - chiosò lapidario il messicano.
L'altro si diresse bofonchiando verso il punto di ristoro, quasi schiacciato a terra dalla forza dei raggi solari, non più filtrati da alcunché nell'atmosfera.
Entrando fu colto da un brivido, essendo esposto a una escursione termica di almeno venti gradi. Il locale era silenzioso, e gli avventori sorbivano pigramente i loro beveraggi e le trasmissioni televisive. Stringendosi addosso il robusto cotone della sua palandrana, l'uomo si avvicinò al banco.
L'oste era poco più di un ragazzo, con i baffetti scuri e lo sguardo sveglio. Forse abbastanza sveglio da non avere troppa fretta di passare il confine e di andare a gettarsi nel grande tritacarne, il cosiddetto mondo civile. In quello smaltitore di rifiuti umani i ragazzi ispanici finivano sempre in fondo al mucchio, subito sopra ai negri.
L'uomo si fece dare una coca. Avrebbe avuto una gran voglia di alleggerirsi la testa con un bicchiere di acqua di fuoco. Chissà che porcheria erano in grado di servirti in quel buco, probabilmente una versione annacquata di ciò che ti mettevano nel serbatoio dell'auto. Ma uscire sotto il Sole con dell'alcool in corpo equivaleva a cercare guai.
- Hasta, amigo. - la voce roca e un po' impastata era provenuta da un punto alle sue spalle. L'uomo si voltò. Si trattava di una donna, che senza essere invitata venne a sedersi vicino a lui. Il viaggiatore si fece l'idea che fosse una prostituta, una tipa un po' passata che cercava di vendersi per poco. Non era verosimile che la sua libido atrofizzata decidesse di riscuotersi per lei.
- Non siamo amici. - sentenziò tornando alla coca.
La donna non si perse d'animo: - Beh, si fa presto a diventarlo. Io mi chiamo Dolores.
- Originale, cazzo.
- Quale dei due è il nome?
Lui la fissò un attimo come inebetito, poi capì. Evidentemente era venuto fino a lì per farsi prendere per i fondelli da una puttana di terza serie. Ma era andato un po' troppo oltre la soglia del disprezzo per se stesso per offendersi, e la sola idea lo faceva sentire stanco.
- Mi chiamo Eddie. - rispose scuotendo la testa.
- Mmmh, non sei originale neppure tu.
- Sì, ma il cognome è Slansky. - puntualizzò l'ex Burocrate.
- Ah, niente male.
- Adesso puoi dirmi cosa vuoi da me. - Slansky vuotò il bicchiere.
Dolores fece un gesto verso l'esterno. - Ecco, io devo andare a Sierra Mojada, e la tua auto sembra l'unica in grado di farmici arrivare, tra tutte quelle che ho visto passare da stamattina.
- Ho capito. In cambio di un passaggio mi concederai le tue grazie.
- Que es? - chiese Dolores, spiazzata da quell'espressione poco comune, che Slansky aveva usato per deriderla.
- Voglio dire, che mi pagherai ... col sesso, chiaro? - Non era facile essere sciolti su quegli argomenti dopo aver pensato per tutta la vita in termini di Rapporti ad Alto Coinvolgimento Ormonale.
- Ah, claro. - Dolores pareva sollevata. - Davvero non vuoi soldi? Di quelli sì che ne ho pochi, dell'altra cosa, invece ... - Gli sfoderò un sorriso che voleva essere sensuale.
Slansky la contemplò con espressione depressa. Poi scosse la testa disgustato.
La donna la prese male: - Hey, hombre, cosa credi che questi siano posti per brava gente? I tipi per bene li abbiamo già ammazzati e mangiati, aspetta un po' e te ne accorgerai pure tu!
Il più amaro dei sorrisi fece la sua comparsa all'angolo della bocca di Slansky: - Voialtri che vivete in questa fogna credete di sapere cos'è il disgusto. Pensate di essere dei dannati solo perché state all'inferno. Ma io ... - Slansky si sporse e puntò l'indice contro la donna, - ... io vengo dal paradiso, e se ci fosse da mettersi in fila per tirare lo sciacquone su questo pianeta di merda, sarei davanti a tutti voi. - Ricadde a sedere e ruttò.
Dolores, con le labbra serrate, raccolse la sua borsa e fece per allontanarsi. Si era offesa. Nonostante si compiacesse masochisticamente di essere un animale che sopravviveva alla legge della giungla, era ancora capace, suo malgrado, di offendersi. Si andò a sedere vicino all'uscita, con aria imbronciata.
Slansky si fece un'altra coca, chiedendosi intanto se del fuoco potesse sopravvivere anche sotto le ceneri più fredde. Vuotò il secondo bicchiere, pagò e andò verso l'uscita.
- Avanti, ti porterò gratis, ma dovrai sorbirti la storia della mia vita. - disse a Dolores. Lei esitò. - Oh, avanti, adesso non dovrò mica pregarti. - si spazientì Slansky.
La donna non più giovane in nessun senso, per un attimo, gli sembrò come una ragazzina che non sa se può accettare un passaggio da uno sconosciuto, e il contrasto lo fece sorridere.
Il viso di Dolores si rischiarò: - Beh, non ho capito cosa c'è da ridere, ma vengo con te.
Appena usciti, abituati ai venticinque gradi dell'interno, boccheggiarono. Poi uscirono sulla piazzola coprendosi con gli ampi vestiti. Tutt'intorno il paesaggio desertico ondeggiava nel calore. La jeep, fortunatamente, era rimasta all'ombra, per cui dentro c'erano solo trentacinque gradi. Slansky partì rapidamente, affinché l'aria in movimento mantenesse l'automezzo al disotto dei quaranta almeno per un po'.
Stringendo il volante, l'uomo osservò l'orizzonte, verso nord. Oltre il baluginare accecante, gli sembrava di sentire un ronzio, il rumore del grande tritacarne, un po' appesantito ma sempre efficiente, che digeriva l'umanità. Il meccanismo era vetusto, ma era ben oliato dal sangue e dalle lacrime. Eppure un giorno la macchina si sarebbe inceppata, doveva essere così per forza. Allora avrebbe sbuffato e gemuto, e poi sarebbe saltato in aria, facendo calare il sipario definitivamente anche su quei pochi che non avevano mai voluto saperne niente. Con un po' di fortuna, Slansky per allora poteva essere morto.
Si voltò a guardare Dolores. - Dopotutto non ti racconterò nessuna storia deprimente. - disse appoggiandole una mano sudata sulla coscia.
Lei scosse la testa, sorridendo.



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