FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it







ACROSTICI

Roberto Dicorato




Le luci, le ombre, i chiaroscuri:
nel tuo sguardo indimenticabile
Un quadro di trame sottili.
Sulla tela della mia stagione nuova
Colori ruvidi e pennellate di sole:
è la primavera di una periferia senza storia.
In questo giardino di cemento
l'incolmabile distanza di un solo fiore: tu,
Alfabeto splendido ma vietato.
Il tuo nome, Lucia, in me lo porti tu sola.


Marina, si sono mai incontrati i nostri occhi
mentre sotto il cielo che ci copriva di stelle
Attraversavamo le paludi silenziose del tempo
alla luce chiara della luna che mai fu nostra?
Risalendo le rive sabbiose del fiume con me
tra i canti degli uccelli notturni nascosti.
Invocavi, impaurita, le mie mani a sostenerti.
Ma i miei polsi erano troppo deboli,
Nemmeno riuscivo a darti il mio braccio
mentre le scarpe affondavano nel pantano.
Adesso, nella pianura argentata davanti a noi,
saremo liberi di cercare il nostro sguardo?


Pallida è la luna che sorge
in questa notte di marzo:
Affacciato alla finestra della memoria
vedo passare un ricordo sbiadito,
Oscura nave senza vele alla deriva
nel mare buio degli amori perduti.
La sua rotta la tracciarono i momenti brevi
della nostra tenerezza e dei tuoi baci:
Adesso, senza più timoniere né faro,
fende piano la notte verso il suo oblio.


Sole tiepido, minuscole gemme,
respiro ancora il profumo della primavera.
E se vivere nella stagione nuova del tuo amore
è splendore inimmaginabile
Rinascere voglio allora, in questa ruvida periferia,
immerso nella tua luce soltanto.
E salutare questi giorni caldi, limpidi,
ripetendo il tuo nome dolcissimo. Ma...
Non mi rispondono le tue mani,
né mi sussurra due parole la tua voce:
Altri sogni, a me estranei,
ascoltano adesso il tuo meraviglioso alfabeto?


Sento stanotte, una notte di pioggia,
le tue parole sospese di ieri: Roberto...
Era nel tuo sussurro un'eco di tristezza:
la trama penosa delle mie rughe sottili
Ritornava a me dal tuo giovane sguardo
avvertendomi con dolcezza: è una pazzìa.
Eppure, mentre sfioravi con un dito
l'acqua ancora vergine del mio amore,
Non ho potuto non chiudere gli occhi
e sognare questo sogno rimandato.
Adesso rileggo le tue lettere e le tue dediche,
per sentirti vicina e scordarmi di domani.
¤


ATTENZIONE!
Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.