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I VINCITORI DE "IL TACCHINO LETTERARIO" 1994 - 1995

Riunita in sessione plenaria, la Giuria dello Staff di FABULA, nelle persone di:

Ippo Condrio, sysop
Figiazzi, sysop
Emilio Capodeski, sysop
Lupus, sysop
Michele Ridi, direttore della "Fabula Review",

nell'ambito del concorso "IL TACCHINO LETTERARIO DI FABULA 1994 - 95", ha espresso i seguenti giudizi:


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1o Classificato

PATRIZIO PACIONI, "Visita a sorpresa"

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2o Classificato

RICCARDO TOMMASINI, "Vialetto IV A"


3o Classificato

MARIO BARTOLI, "Se il congiunto non si muove..."


Premio Speciale Della Giuria:

MICHELE COLOMBO, "Exegi monumentum aere perennius"


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Si sono inoltre distinti i seguenti autori:


ALEXANDER MANDER "Il sonno ristoratore"

ENRICO ENGLARO, "Lo strano caso del signor Benedetto Michelangeli"

MARTA BIELLA, "Zeta"

ISABELLA DAFNE RIMOLDI, "Alzate il sipario"

MARCO PASSARELLO, "La bara di Schroedinger"


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***LE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA***




Cari Fabuli vicini e lontani, assidui e sporadici: ecco a voi tutti una carrellata sui racconti che si sono distinti nell'ambito del Tacchino Letterario. Come chiunque puo` immaginare, il concorso è costato allo Staff di FABULA un surplus di lavoro non indifferente rispetto agli standard abituali.
Senza voler fare del vittimismo da tre lire, si saràà capito che FABULA non è una bbs come le altre, e dicendo questo non ci aggrappiamo ad una supposta (e snobistica) voglia di diversità a tutti i costi. In effetti sono proprio le diversità di cui sopra a recar con loro i problemi. Su FABULA -benché tutti gli utenti al loro primo login cerchino di farne incetta disperata- non si trovano files, questa è la prima difficoltà. Non vengono richieste tasse di adesione o contributi obbligatori (benché non saremmo tanto idioti da non accettarne di spontanei) e quindi, per forza di cose, FABULA è finanziata interamente dalle stesse persone che sottraggono tempo alle loro rispettive private attività per dedicarlo a questa iniziativa. Il Tacchino Letterario non ha quindi potuto godere di un battage all'altezza della situazione, di premi realmente "appetibili" (benché ci si possa legittimamente chiedere cosa sia un tacchino se non, appunto, "appetibile") né di diversi punti di distribuzione dei bandi del concorso: la cosa è stata messa in piedi solo grazie all'utenza diretta "on-line" e alla collaborazione di una libreria nel centro di Milano (la Feltrinelli di Via S. Tecla) che ovviamente ringraziamo. E' stato quindi giocoforza accettare a cuor sereno il fatto che i Tacchini giunti a destinazione fossero non innumerevoli. Ma non si tema una resa: siamo già in pista a progettare il prossimo concorso. E faremo certamente tesoro dell'esperienza accumulata fin qui. Quelli che seguono sono stralci delle motivazioni per cui lo Staff ha ritenuto opportuno, come da regolamento, premiare i racconti. Ma il concorso non finisce ovviamente qui: verrà appena possibile aperta un'apposita area messaggi per raccogliere i vostri pareri, a cui, inutile dirlo, teniamo in modo particolare (ed in effetti la finalità principale del concorso era proprio quella di stimolare discussioni e dibattiti tra gli utenti). Mandate quindi copiosi i vostri messaggi con preferenze, classifiche personali, acclamazioni o stroncature: li aspettiamo con ansia per conoscere i vostri pareri (lo Staff, ovviamente puo` sbagliare...). E chissà che non si arrivi a risultati contraddittori rispetto al "verdetto" dello Staff e non si proceda ad una seconda premiazione...
Ma passiamo a vedere direttamente i racconti che la Giuria dello Staff di FABULA ha giudicato come piu` riusciti.


IL VINCITORE



Patrizio Pacioni, "Visita a sorpresa"

Pur essendo pervenuto non molto dopo l'esposizione del bando di concorso, non ci si è messo troppo tempo ad accorgersi che ci si trovava di fronte ad un piccolo capolavoro. Ciò che ha impressionato la Giuria è stato un coacervo di motivi intrecciati tra loro: una storia semplice ma non troppo, toccante e coinvolgente, narrata con una certa maturità espressiva e con dosaggi sapienti di più elementi diversi che si compenetrano perfettamente in un tutto assolutamente coerente. L'orchestrazione dei contenuti e dello stile è studiata e limata, le psicologie sono ben delineate ma non così nette da permettere interpretazioni unilaterali. Ognuno puo` trarre le dovute conclusioni dalla morale, sempreché di morale si possa parlare e -soprattutto- se la si voglia a tutti i costi identificare. L'aderenza all'incipit è rispettata al 99% (il tono dell'incipit non era effettivamente gravato dalla laconicità che caratterizza il testo di Pacioni) ed il colpo di scena finale non fa che enfatizzare una storia già funzionante di per sé. Al racconto non si possono muovere critiche formali né strutturali, semmai la scrittura si tradisce in qualche ridondanza, ma si tratta di questioni del tutto trascurabili nell'economia dell'intero scritto che, così com'è, fila liscio, perfetto, emozionante.



IL SECONDO CLASSIFICATO



Riccardo Tommasini, "Vialetto IV A"

Tanto formalmente ineccepibile era "VISITA A SORPRESA" quanto poco lo è questo peraltro splendido racconto. Il quale è probabilmente l'unico scritto, tra tutti quelli inviatici nell'ambito del "Tacchino", a rispettare del tutto non solo l'incipit, ma anche il tono generale dello stesso, ironico e leggermente beffardo. "Vialetto IV A" affronta il problema dei vivi con la vita, piu` che con la morte. E lo fa analizzando le elucubrazioni ed i rimpianti che "solo un morto può possedere", racchiuso nell'angusta sua dimora. Questo racconto corre uno dei rischi piu` drammatici che si possano incontrare nella narrazione: lo scivolone nell'imperscrutabile abisso del banale. Quanti, infatti, sarebbero in gradi di schivare una cascata di luoghi comuni nel fronteggiare l'iperbattuta mulattiera dell'"attimo fuggente"? Tommasini vince alla grande la sfida e si rivela felicissimo affabulatore piu` che abile narratore: le purtrtoppo frequenti incertezze sintattiche (abbondanti almeno nelle prime righe) e le ripetizioni seminate qua e là tradiscono un lavoro di revisione sciatto o addirittura inesistente, totalmente travolto dall'urgenza dell'ispirazione, e non rendono affatto giustizia ad un narrato che piu` profondo, forte e commovente non si può, ad un racconto privo di labor limae, scritto non perfettamente ma pensato -e sentito- benissimo e, aggiungiamo, in modo unico ed assolutamente personale. Un piccolo (ma nemmeno tanto) gioiello di spontaneità: felice, malinconico, ironico, intelligente.



IL TERZO CLASSIFICATO



Mario Bartoli, "Se il congiunto non si muove"


Per quale oscuro motivo il protagonista di questo racconto, ricorrendo all'aiuto dell'amico Gianni Maleppeggio, si decide a trascorrere una notte in una cassa da morto? Ma è ovvio: per cercare l'ispirazione e mandare un racconto al TACCHINO LETTERARIO DI FABULA. Bella pensata. Infatti il risultato è un divertissement, un concentrato di arguzia e simpatica canaglieria. Questo racconto ricorda una lieve, veloce commedia all'italiana d'antan, con i suoi equivoci ed i suoi scherzi, le sue ben costruite gags e le inveterate, tipiche connotazioni dei personaggi tratte dall'"italica arte d'arrangiarsi". La trovata della guerra tra esercenti è davvero carina (anche se mai come in questo racconto l'incipit, qui adoperato in modo meramente strumentale, funge cosi` tanto da pretesto "esterno" alla storia) così come fulminanti sono le bizzarre headlines pubblicitarie costruite ad arte dal macellaio superstizioso.
Meglio non cercare alta letteratura, raffinate introspezioni psicologiche o prosa d'arte in questo racconto. C'è solo divertimento, ma di quello buono e, in sovrappiù, confezionato alla perfezione. E se vi sembra poco...


PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA



Michele Colombo, "Exegi monumentum aere perennius"

Pur possedendo tutte le qualità per ambire, al pari degli altri racconti selezionati, alla vittoria finale, la giuria ha ritenuto di dover escludere dalla gara il racconto di Michele Colombo in quanto l'autore non ha rispettato la limitazione, imposta dal regolamento, di attenersi strettamente all'incipit proposto. Modificandolo e spezzettandolo all'interno del proprio testo ha infatti tradito lo spirito del concorso, una delle cui principali difficoltà risiedeva proprio nell'ingegnarsi a sviluppare una storia a partire da un inizio abbastanza ostico. L'istituzione di questo premio ufficiale è stata decisa all'unanimità tanto per dare un meritato riconoscimento ad un racconto comunque pregevole ed originale, quanto per segnalarlo agli utenti di FABULA, che altrimenti avrebbero potuto perdersi questa perla.
Ineccepibile dal punto di vista stilistico, il racconto di Colombo sviluppa in maniera molto personale e suggestiva la claustrofobica situazione di partenza (anche se, come già detto, trasgredisce la lettera dell'incipit), ed è impreziosito da una efficace sorpresa finale.
Debole e pauroso esemplare di una razza di reietti, privo perfino di un nome, il protagonista del racconto vive come un difetto, una carenza anche il particolare dono che possiede: l'immortalità non come possibilità della vita eterna, ma come incapacità di morire. Abbandonato dai propri simili, condannato ad un destino di solitudine ed erranza, egli attraversa i tempi e le epoche, riluttante testimone dei grandi eventi della Storia. Alla fine egli giungerà a conoscere il proprio nome e ai lettori verrà rivelata la sua imprevedibile identità. Nella scena finale di questo racconto di sapore vagamente borgesiano, il protagonista finalmente diventa il pezzo più pregiato e ammirato della collezione di un ricco gentiluomo di campagna- tardivo battesimo grazie al quale ottiene una dignità, un posto nell'universo.

Lo Staff di Fabula


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Copyright © 1994-1999 Fabula
modificata:
27-04-1998

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